mercoledì 16 gennaio 2013

Ostuni

Bianco accecante
Finestre turchesi
Chiese bizantine
Ulivi argentati
Con le radici
 nella terra rossa
Nell'aria un profumo inebriante
Rosmarino mandorle fichi
Il suono delle cicale
Quasi ipnotico
La notte profuma di oriente
E la notte è un cielo
Trafitto da milioni di stelle
Nel caldo notturno gelsomino
Dove nascosta ho scritto tremando
Le mie prime parole
Trulli magici nella mia campagna
Quando la luna era più grande
E certe notti senza sonno
Per la troppa bellezza
Perchè l'anima ne era piena
La notte profumava di magia
Come l'interno delle cattedrali
Un incanto orientale
Come nei giardini
Delle mille e una notte
Un incantesimo
Tra melograni e ciliegi
La bellezza aveva quest'odore
Brillava nei miei occhi scuri
Come la luna sul mare a mezzanotte




3 commenti:

  1. Contenitore meraviglioso di emozioni che la semplicità e la chiarezza della lingua trasferisce facilmente nel lettore che le rivive nella diversità della propria esperienza.
    La plasticità della descrizione (Ostuni)ci fa trovare di pianta un quadro a tre dimensioni.
    La poetessa sa scovare nell'interiore nel modo serrato manifestando il possesso di una profonda spiritulità.
    Benito D'Agnano

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  2. Un bell'affresco ritratto attraverso gli occhi e le sensazioni, di una poetessa bambina...

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  3. Molto bella! Ma spesso mi chiedo se l'etere è un veicolo degno di così belle parole, immediato e repentino ne orba in perpetuo le anime cedendo ad una volontà più grande il potere di usarne, confonderle, filtrarle alla chetichella e senza rumore, privandole così di una tangibile traccia che possa ricondurle allo spirito che le ha concepite. E il primato dell'anima che si esaurisce, evapora e si annulla. E forse questo il tutt'uno? Meglio restare ancorati nell'entropia fino a quando i pochi ma buoni si incontreranno e senza fendersi l'anima comunicheranno.

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