giovedì 28 febbraio 2013

Un tempo aspettato

La magia di quel bosco
Non l'ho mai dimenticata
Le mie fughe improvvise
Quando arrivava il vento
La paura di essere scoperta
I miei piedi di bimba
Che volavano
Incontro al mio mondo
Quella scala infinita
Che divideva il mio sogno in due
Portavo i miei fiori
I miei fragili doni
Con le mie ali alle fate
Oggi guardo gli alberi
Tutto questo bianco
Confonde gli occhi
Evoca ancora le fiabe
Un tempo aspettato
Promesse trattenute
Un tempo
Che era meglio sognare

3 commenti:

  1. In sottofondo le note magiche di Tubolar Bells sfiorano il mio senso del sentire...il senso del vedere mi permette di leggere versi che mi portano in alto,oltre le nuvole,oltre quella scala infinita che divideva il tuo sogno...il senso del pensiero mi obbliga a tracciare queste parole...il mio essere così contrastato e chiuso,che si concilia con se stesso e si apre per un attimo agli altri,solo in presenza..di un bosco mai dimenticato e di una fuga nel vento.
    Marco Malaguti

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    1. la tua risposta è una poesia..quando guardiamo con il cuore entriamo in contatto con la parte più vera della nostra interiorirtà..la bellezza della natura ci porta quell'incanto che chiamiamo."emozioni.ricordi".te l'ho già scritto..sei un poeta..grazie per i tuoi commenti..ora che hai scoperto il mio blog..sai dove trovarmi..

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    2. Sono sicuro di una cosa...ti troverò spesso.

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