giovedì 24 luglio 2014

Terza seduta

Lui - Mi dica qualcosa di lei
Io - Mi sento come una casa disabitata, vuota
Lui - E cosa si aspetta da me ?
Una pausa di silenzio, poi alzo gli occhi e fissandolo dico :
Io - Vorrei che lei mettesse ordine dentro di me
Lui - Lei non è interessata alla terapia, non è ancora pronta
Panico. Da dove viene questa paura? Assomiglia ad un dolore cosi familiare:
Io - Perchè dice che non sono interessata alla terapia?
Lui - Perchè è la terza volta che viene qui e non si è mai tolta il cappotto
Ora al panico si è aggiunta la sensazione sgradevole di essere stata scoperta, e che di colpo lui abbia visto la "bambina impaurita".
Io - Io sono interessata alla terapia, io ho bisogno di lei, mi aiuti!Lei mi fa sentire come quando...come quando....
Combatto contro la voglia crescente di scoppiare a piangere; mi trattengo...mi trattengo.a fatica, non voglio piangere, non voglio che veda subito tutta la mia fragilità.
Lui mi guarda con gli occhi diventati all'improvviso più dolci.
Lui - La faccio sentire come? Come?...Come la faccio sentire?
Sento che non riesco più a trattenermi.
Io - Come mia madre, quando andava via.
Singhiozzo istericamente vergognandomi come una ladra d'aver ceduto, d'aver dimostratto la mia debolezza.
Fissandomi intensamente lui mi dice:- Lei deve avere fiducia .
Alla parola fiducia piango senza ritegno, mi copro il viso continuando a ripetere: "Non voglio piangere, non voglio piangere!"
La sua voce ora è diventata un sussurro sembra quasi accarezzarmi come se non stesse parlando a me, alla donna ma alla "bambina".
Lui - Vede Michela, è proprio la fiducia la cosa che le è mancata di più nella vita...Venga Michela, si tolga il cappotto, non servono altre difese per oggi.
Io lo guardo, sembro smarrita, sono smarrita...mi sento cosi vulnerabile, ma per la prima volta mi siedo fino in fondo sulla poltrona.

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