mercoledì 29 ottobre 2014

L'immortalità

Le foglie girate verso la luce
sono d'argento.
Ti sto raggiungendo
attraveso la stagione delle pioggie,
lo spazio sta diventando
un caleidoscopio rossofiamma.
mancano una manciata di passi all'infinito..
mi senti ?
Gli dei hanno sfilato il diadema all'ultima luna.
Non voltarti..
adesso sentirai la mia voce.
Mancano pochi istanti all'eternità,
adesso è necessario
sfumare come nuvole dietro l'orizzonte.
Le anime sanno cos'è l'immortalità.
Le foglie girate verso la luce
sono d'argento.

sabato 25 ottobre 2014

Mio padre

Seppi della sua morte e partii per Pescara la mattina dopo. Il viaggio sarebbe stato lungo, avevo molte ore davanti a me, almeno 6 e fu un bene, ebbi il tempo o almeno lo credetti di stemperare l'ansia , il dolore, lo stupore, l'emozione.
Prima mia madre. e adesso mio padre. Adesso ero veramente orfana, adesso non era più una sensazione. Era la realtà delle cose, non avevo più una famiglia, ma l'avevo mai avuta ?
Io sapevo che lui era lì, sapevo dove dirigere i miei pensieri e questo mi bastava. Adesso quella direzione si sarebbe fermata, cosa avrei potuto cercare ora ?
Una cosa è immaginare un'altra e vedere con i tuoi occhi.
Le immagini si fissano nei tuoi ricordi con l'odore che senti, con la luce della stanza, con i crampi allo stomaco e gli occhi piccoli  per la notte insonne.
- " Voglio vedere la sua stanza, voglio vedere dove ha dormito gli ultimi mesi della sua vita, voglio vedere il suo letto."
Mio cognato mi accompagnò al secondo piano , un lungo corridoio fino al numero della stanza. Non c'era nessuno, 4 letti vuoti ,rifatti, perfettamente ordinati, mi indicò il letto, si allontanò subito e mi disse : " fai presto, ti aspettiamo sotto. "
Faceva molto caldo , cominciai a sudare, quell'estate il caldo eccezionale aveva ucciso molte persone anziane, la finestra era spalancata ma non c'era un filo d'aria, l'aria condizionata inesistente. Mi mancò quasi il respiro, mi girava la testa, non avevo mangiato niente dalla sera prima.
Mi sedetti sul suo letto e rimasi così per qualche minuto, guardavo la stanza, lo spazio fra i letti, non so cosa cercavo, forse qualcosa che era rimasto lì sospeso e che io volevo afferrare, guardavo il letto, fissavo il cuscino dove lui aveva posato la sua testa, il suo viso, dove aveva pianto e sofferto.
Mi alzai e andai alla finestra. . " tuo padre si affacciava spesso da quella finestra ". C'erano le colline e una parte dell'ospedale sulla destra; il paesaggio era bello , era molto bello, tanto verde e l'odore del mare che il vento portava su; era questo che mio padre aveva visto, era questo l'odore che lui aveva respirato e sentito mentre io non c'ero. Dio ..quanta assenza, quanto vuoto, quanto dolore inutile.Perchè ?
Quell'attimo terribile, è indescrivibile, quell'attimo in cui chiudono e sigillano per sempre un corpo , c'è qualcosa di violento , di disumano, è come se si volesse impedire a quel corpo di respirare per sempre , di trovare una via d'uscita...quel rumore infernale che rompe il silenzio e un dolore devastante mi cade addosso come un macigno , vorrei fermarli e dire loro di smetterla, di non portarmelo via, non ancora.
Piango, mentre piango sento qualcuno che dice : " è la figlia ".
 Si , sono tua figlia, sono tua figlia.
Ho baciato le tue mani, ho perdonato, ho toccato per l'ultima volta quelle mani...un'onda d'amore , di compassione mi investe tutta come una valanga, Dio...non riesco a fermarla.
Ho saputo , ho saputo papà quello che hai detto un istante prima di andartene...mi fa così male.Mi fa così male.
. " Ho paura , ho tanta paura...mi tieni la mano ?."


venerdì 24 ottobre 2014

Lo spazio della solitudine

Che silenzio
Dio, che silenzio
rotto solo dai miei passi,
dal verso delle rondini.
La luce è una ferita nuova
che si apre lontano...
sono andata via
vestita solo di uno sguardo.
Respiro forte,
trattengo qualcosa in me.
Ma è mio...
tutto,
l'odore dell'alba,
le case addormentate,
la torre mediovale
le tortore innamorate
un petalo di rosa su un precipizio
e tutto....
tutto lo spazio che occupo.

giovedì 16 ottobre 2014

Non è che unendo due solitudini ci si sente meno soli.
A volte la solitudine aumenta ancora di più perchè ti fai carico anche di quella dell'altro.
Non sono fatta per i rapporti di coppia....sono per i rapporti veri , per l'autenticità, per il fuoco, per l'esplosione della verità. Sempre.
La realtà mi fa orrore, ho bisogno di vivere sempre in un'atmosfera incandescente, con tutti i sensi accesi, con la mente e l'anima che trabocca miele.
Mi piace solo la parte straordinaria della realtà.

domenica 12 ottobre 2014

Il problema è la morte. Nasciamo e sappiamo che esiste la morte.
Siamo condannati fin dal primo istante in cui abbiamo respirato e pianto, e siamo caduti piangendo la prima volta pieni di paura e di vita.
Il problema è la morte e il tempo.
Viviamo come se fossimo immortali credendo che il tempo durerà all'infinito, facciamo progetti proiettati nel futuro in un domani nebuloso o carico di speranze, oppure oscilliamo dietro ai ricordi dimenticando che siamo qui solo per quest'attimo che lasciamo passare inutilmente.
Cosa farei se sapessi il giorno preciso in cui morirò ?
A questa domanda non so rispondere; una cosa è certa, dovremmo vivere cercando di essere qui e ora, dando un senso alla nostra esistenza.
E ho capito che la paura più grande dell'uomo è vivere. Che facciamo tutti lo stesso sbaglio, rimandiamo il tempo, pensando di essere immortali ma.....la vita è adesso, la vita è quest'attimo.
Tic tac, tic tac, le lancette scorrono.....
e quando saremo di La' il peccato più grande sarà proprio questo.
" ciò che non abbiamo vissuto "

Domenica 12 ottobre  ore 7.40

domenica 5 ottobre 2014

Fame d'amore

Lo sforzo enorme è sedermi dopo aver preparato io stessa con tanto amore il pranzo .
Il profumo è invitante ma non ho appetito, stare a tavola sta diventando sempre più difficile, mi sforzo perchè non sono sola.
Avvicino il cucchiaio allla bocca , mando giù qualcosa di caldo ...ma non avviene quella magia naturale.
Mangiare è un bisogno primario come respirare , dormire, cose che non riesco più a fare.
Dentro di me sto urlando. Nessuno mi sente, è un grido che arriva da una parte di me che è troppo lontana.
Ma devo , devo. Non posso saltare anche questo pasto.....quindi ingoio e ..mi sembra innaturale far entrare qualcosa dentro di me, contro la mia volontà.
Non c'è più spazio. Mi dispiace  è tutto occupato, quì e lì e anche dall'altra parte e ovunque, non c'è più spazio. Sono troppo piena.
E' così innaturale sentire che qualcosa di caldo penetra in me senza desiderio, senza che io lo voglia.
E improvvisamente dico : " Quando mangi mangia, quando cammini cammina, quando lavi i piatti lava i piatti......questo è l'essenza dello Zen. ".
E devo sembrare proprio una pazza perchè un istante dopo rido, rido istericamente ma sembra un singhiozzo, un pianto trattenuto troppo a lungo; rido e so che penseranno che sono impazzita .
Ed io vorrei restare da sola per non trattenere più quel pianto.
Dove lo metto , dove lo stendo tutto questo dolore ?

venerdì 3 ottobre 2014

Ofelia ....non è il mio nome ( una pagina del mio diario )

Piove. Di colpo sta piovendo e
sento i brividi, ho freddo .Mi viene naturale quel gesto che mi accompagna da troppi anni , da quando avevo 5 anni; mi abbraccio , per un istante mi abbraccio.  Poi lascio cadere le braccia , la mia maglietta bianca è sottile, la pioggia cade sulla mia lunghissima gonna bianca, sta diventando trasparente...aderisce alle mie gambe ..La sensazione di freddo fa intravedere i miei capezzoli, non so dove trovare riparo. L'uomo mi osserva da un pò , mi guarda. Gli occhi fissi su di me , sul mio vestito bianco, sui miei capelli bagnati.Di colpo mi sento nuda, sento il suo sguardo attraversarmi tutta . Sta fissando il mio corpo..come se stesse toccandomi..
Mi sento così a disagio, abbasso gli occhi vergognandomi, il suo sguardo è così intenso...mi allontano.
Ma lui in un attimo mi raggiunge , mi tocca il braccio delicatamente ma con un gesto deciso.
_"  Come ti chiami? Scusami ,voglio solo sapere come ti chiami."
Ma io scappo, in un attimo sono entrata nel negozio più vicino.
Lui mi raggiunge subito. Insiste .
_ " Voglio sapere come ti chiami. Mi piaci , mi piaci moltissimo"
In un soffio gli dico :" Mi chiamo Ofelia " .
Per un istante lo guardo dritto nergli occhi, lui anniusce con la testa sta per dirmi qualcosa .
Esco , il mio pulman sta pasando proprio adesso.. Salgo decisa. Lui è ancora lì per strada sotto la pioggia che mi guarda con un espressione che non so descrivere.
Ofelia ....non è il mio nome .