sabato 25 ottobre 2014

Mio padre

Seppi della sua morte e partii per Pescara la mattina dopo. Il viaggio sarebbe stato lungo, avevo molte ore davanti a me, almeno 6 e fu un bene, ebbi il tempo o almeno lo credetti di stemperare l'ansia , il dolore, lo stupore, l'emozione.
Prima mia madre. e adesso mio padre. Adesso ero veramente orfana, adesso non era più una sensazione. Era la realtà delle cose, non avevo più una famiglia, ma l'avevo mai avuta ?
Io sapevo che lui era lì, sapevo dove dirigere i miei pensieri e questo mi bastava. Adesso quella direzione si sarebbe fermata, cosa avrei potuto cercare ora ?
Una cosa è immaginare un'altra e vedere con i tuoi occhi.
Le immagini si fissano nei tuoi ricordi con l'odore che senti, con la luce della stanza, con i crampi allo stomaco e gli occhi piccoli  per la notte insonne.
- " Voglio vedere la sua stanza, voglio vedere dove ha dormito gli ultimi mesi della sua vita, voglio vedere il suo letto."
Mio cognato mi accompagnò al secondo piano , un lungo corridoio fino al numero della stanza. Non c'era nessuno, 4 letti vuoti ,rifatti, perfettamente ordinati, mi indicò il letto, si allontanò subito e mi disse : " fai presto, ti aspettiamo sotto. "
Faceva molto caldo , cominciai a sudare, quell'estate il caldo eccezionale aveva ucciso molte persone anziane, la finestra era spalancata ma non c'era un filo d'aria, l'aria condizionata inesistente. Mi mancò quasi il respiro, mi girava la testa, non avevo mangiato niente dalla sera prima.
Mi sedetti sul suo letto e rimasi così per qualche minuto, guardavo la stanza, lo spazio fra i letti, non so cosa cercavo, forse qualcosa che era rimasto lì sospeso e che io volevo afferrare, guardavo il letto, fissavo il cuscino dove lui aveva posato la sua testa, il suo viso, dove aveva pianto e sofferto.
Mi alzai e andai alla finestra. . " tuo padre si affacciava spesso da quella finestra ". C'erano le colline e una parte dell'ospedale sulla destra; il paesaggio era bello , era molto bello, tanto verde e l'odore del mare che il vento portava su; era questo che mio padre aveva visto, era questo l'odore che lui aveva respirato e sentito mentre io non c'ero. Dio ..quanta assenza, quanto vuoto, quanto dolore inutile.Perchè ?
Quell'attimo terribile, è indescrivibile, quell'attimo in cui chiudono e sigillano per sempre un corpo , c'è qualcosa di violento , di disumano, è come se si volesse impedire a quel corpo di respirare per sempre , di trovare una via d'uscita...quel rumore infernale che rompe il silenzio e un dolore devastante mi cade addosso come un macigno , vorrei fermarli e dire loro di smetterla, di non portarmelo via, non ancora.
Piango, mentre piango sento qualcuno che dice : " è la figlia ".
 Si , sono tua figlia, sono tua figlia.
Ho baciato le tue mani, ho perdonato, ho toccato per l'ultima volta quelle mani...un'onda d'amore , di compassione mi investe tutta come una valanga, Dio...non riesco a fermarla.
Ho saputo , ho saputo papà quello che hai detto un istante prima di andartene...mi fa così male.Mi fa così male.
. " Ho paura , ho tanta paura...mi tieni la mano ?."


1 commento:

  1. Mi creda, sarà sempre presente,
    A te!
    A volte, noi...
    che non stiamo
    presentiamo
    L'amore di una madre e un padre non è morto!!!
    un ottimo mamma sa...
    Tu es una grande madre!!!

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